lunedì 5 luglio 2010

el hechizo

perceber algo y de sopetón arrastrarse a un lugar desconocido, llevado por no sé qué, encontrarse en un remolino que no deja de moverse hacia arriba y hacia abajo, sin darte certidumbre ni pausas

una gitana, sin leer la mano sino mirando en los ojos crea un hechizo cuyas secuelas siguen dejando huellas profundas en los últimos tiempos pasados, afectando en lo bueno y en lo malo todo lo que has de hacer

llega el momento de tomar una decisión y todavía estás allí, en el borde del abismo sin control, sin saber si asomarte de un lato o de otro, esclavo de un equilibrio inestable y sin solución

un regreso al pasado zanjado, una vuelta para vaciar la cabeza, unas personas, unas palabras y el hechizo está roto, vuelves libre de seguir tu rumbo y de no parar de desarrollar tu imaginación

este eres tú

giovedì 17 giugno 2010

sin rumbo...

Pagina bianca. Fermo. Buio. A tastoni cerchi qualcosa. La senti, il suo profumo ti pervade e ti attira. Cerchi di seguirla. Sai che c’è ma non sai ancora cosa è, se sfugge o se lentamente sta aspettando che ti avvicini per avvinghiarti. Un periodo incerto, tempestato da avvenimenti impetuosi, sublimi, dolorosi, sottili. E l’inquietudine che attanaglia lo stomaco, il cuore cerca di reagire ribelle contro il cervello. Gli eventi affluiscono in un vortice mellifluo e furioso, senza pace.

Evadere. Respingere. Allontanare. Riprendere. Tendere la propria mano. Attendere…

La via di fuga emerge dal passato, un passato superato, verso il futuro. Un dejà vu, o meglio un dejà vecu. Ormai come qualcosa di andato e sconfitto, il bisogno di mettersi alla prova è necessario. Una via d’uscita obbligata, dettata dalla frenetica voglia di sfuggire al logorante ritmo cadenzato dello scialbo presente. Immune. Risanato. Fiero. Un cammino già battuto con uno stato d’animo nuovo è come una strada sconosciuta e amena. E tu sei un altro. Forte e deciso.

Un impatto violento con la madre terra. Un giorno intero in cui riflettere, ponderare e rendersi conto di tante cose. Pausa. Devagar. Allenta la tensione. Scaricata la rabbia, puoi ripartire e aprire gli occhi. Poggi i piedi per terra. Guardi il cielo. C’è tanta strada avanti. Un crocevia. Non è ancora il momento di decidere quale via imboccare. Arriverà da solo. Ora ti siedi ed aspetti. Contempli il paesaggio. Pensi alle conseguenze.

Prima di arrivare al crocevia, ci sono ancora un paio di taverne nelle quali sostare. Esse sveleranno tante cose. Ennesime prove di vita scolpite nel tuo cuore. Segni indelebili. Cicatrici immortali rivelano il tuo passato. E sei lì, il profumo si fa sempre più forte, ti attira verso di sé come una calamita. Un avventore come gli altri. Decidi il tuo futuro. Decidi se vagare nella melma della monotonia e della stabilità o se addentrarti nei meandri della follia, dell’insicurezza e delle avversità. Prendi di petto la vita. La sfidi. Il campo base è alle spalle, la meta lontana all’orizzonte.

Sei tu a farti strada. A prendere una via precisa. A camminare in avanti, sempre avanti. Non ti fermare. Costantemente sul filo del rasoio. E’ ora di ripartire…

mercoledì 7 aprile 2010

El Huracán

Normalmente se puede prever la llegada de un chubasco o de un simple aguacero de verano, de estos que te empapan hasta los huesos pero nada más, simplemente pasan según como vaya el viento.
El caso de un huracán, es diferente. Nadie lo puede prever, ni sentir con antelación, ni percepir su posible llegada. El huracán llega y punto, sin que puedas tener sensaciones, se te planta por delante de tí y arrastra todo lo que encuentra, tú mismo no puedes escaparte, estás en sus brazos y no hay salida, tienes que luchar contra él, no dejar que te agarre, que se haga completamente contigo...
O puedes dejar que te lleve donde él quiera, sin pensar, el huracán te hace soñar, tiene el poder de despertarte, te abre los ojos. Por delante no ves nada todavía, pero sabes que la dirección no importa, el sabor de este huracán es un perfume, su fuerza te coge y te enamora, ahora si, no te queda más remedio, estás en el medio de él, y solo tienes que cerrar los ojos...

Es verdad, el huracán destruye, pero sabe destruir incluso el pasado que todavía tienes secuelas en tus entrañas dañadas y puede llegar incluso a construir, a darte esperanza y a fortalecerte. Solo tú puedes decidir si seguir dejandote llevar o pararte y esperar que pase y siga su camino, alejandote de las emociones que conlleva consigo.

El huracán te siente, identifica tus movimientos, sabe leer en tus ojos, se hace con tus sentimientos, llega al fondo de tu corazón y aprende a conocerte, y tú aprendes a conocerlo.

Ahora ya es tarde, el huracán ha pasado, y aunque no quieras seguir sus pasos, aunque quieras quedarte clavado y no quieras arriesgar, sus ráfagas han trepado por tu cuerpo, dejando huella de su pase.

El huracán llegó. Que me lleve donde quiera, pero que me lleve!

mercoledì 31 marzo 2010

To be continued????

Poco più di un mese fa una delle tante e-mail che quotidianamente riempiono la mia casella di posta elettronica ha richiamato la mia attenzione. Forse perchè non era uno spam o una di quelle astruse offerte commerciali/truffe che imperversano nel web? In realtà non era così, vedendo il mittente ho ricordato che si trattava di una risposta ad una richiesta che avevo inoltrato solo un mese prima, senza nessuna pretesa...
Ebbene da questa mail sono stato catapultato all'improvviso in un posto lontano, anche se non troppo, una cultura vicina ma al tempo stesso mai conosciuta, appena sfiorata grazie a degli amici che mi avevano fatto lentamente approcciare ad essa.
Arrivo a Lisbona un pò spaesato, quasi come partecipe di una spedizione nella quale mi sentivo un neofita, un principiante, come un mozzo che salpa per la prima volta, emozionato posavo il piede sul suolo lusitano, dopo aver girato la penisola iberica durante 7 anni ma senza mai essermi inoltrato tanto lontano, verso il punto più ad occidente dell'Europa...
In realtà, durante 9 giorni frenetici e scombussolati sono riuscito ad odorare appena il sapore reale della cultura e della realtà che mi ospitavano, che mi rendevano partecipe di un’avventura nuova, fresca e poliedrica, dove il bambino che era dentro di me poteva esternarsi senza freni.
Compagni di viaggio, di momenti, di vita, persone che rivedrò ed altre con le quali a malapena potrò mantenere un contatto formale tramite l’etere di nome Internet, conoscenze, amicizie, o anche qualcosa in più… Come volevasi dimostrare anche quest’altra tappa lontano da casa (quale?) ha lasciato dei profondi segni su di me, ha plasmato nuovamente le dimensioni della mia mente, allargandole, dando loro ali, nuove destinazioni e nuovi destini, multiformi ed incerti.
In effetti, non si può negare che i primi uomini fossero nomadi, erranti e perduti, continuamente alla ricerca di un luogo adatto per rimanere. Forse quell’essenza primordiale è ormai esplosa irreversibilmente dentro di me, portandomi a vagare costantemente, con o senza meta, questo non ha importanza.
Ieri sono ripartito, ritornato ad un ipotetico punto di partenza, unica diramazione dalla quale per ora non posso prescindere, ma del resto è solo un campo base, dal quale presto ripartirò…

martedì 9 febbraio 2010

Boa sorte

Nel mio costante e pedissequo errare e viaggiare mi è capitato spesso di tornare negli stessi luoghi, mi sembrava quasi di rivedere le mie stesse tracce, ricalcavo i miei passi, attonito e vago, seguendo stessi percorsi che però cambiavano ogni volta, seppur impercettibilmente.
Gente che si interpone nel mio cammino, lo rende più piacevole, mi accompagna, mi lascia, passano gli anni ma niente cambia per loro, siamo solo noi che cambiamo, eppure quando ci rincontriamo in qualche angolo tutto sembra uguale…

Compartimos experiencias, respiramos el mismo aire, otra vez, nosotros, barreras enormes derrumbadas por la amistad, por sentimientos que superan la razón, una mirada lo resume todo, en los ojos de las personas que contan para ti ves mil colores, te pierdes y te quedas en una paz aleatoria, te bañas en un mar de recuerdos...

Il mondo è enorme, infinito, non è piccolo come potrebbe sembrare, eppure noi riusciamo a farlo sembrare tale. Non sono solo italiano, sono portoghese, catalano, spagnolo, rumeno, francese, diverse essenze mi trasportano verso la scoperta, una scoperta della quale non si vede la coda, non finisce mai, misteriosa si estende infinita e ti rapisce…

Eu sou um cigano, um rapaz perdido no mundo, mais nao estou sozinho…

Nuno, Jordi, Loise, Alina, ayer, hoy, siempre...

domenica 17 gennaio 2010

janvier 2009 - 2010


Un compleanno è sempre qualcosa di speciale, soprattutto quando è il primo. Un anno vola, scorre come un fiume in piena trascinando con sé ricordi. Il compleanno, specie quando è il primo, ti fa rivivere tutto come il più classico dei flashback. Prendi il telecomando e azioni il rewind, le immagini ripercorrono gli eventi, nonostante tu li abbia impressi nella tua mente, come se tutto ciò fosse accaduto ieri. È piacevole, senti un brivido, ritorni in luoghi familiari, attimi fuggenti, è come se la tua mente stesse disegnando un quadro dove tu sei il protagonista, ma non si tratta di un semplice autoritratto, è più simile ad un quadro astratto, senza ordine, dove è il caso a farla da padrone, ad aggrovigliare i fili della vicenda.
Passeggiate infinite, viali interminabili, la mente perduta segue i piedi in maniera istintiva, la via prosegue lentamente, vedi il cielo cambiare colore, vedi le persone sfiorarti, ti senti parte di questo mondo, quando fino a poco prima non eri sicuro di essere vivo davvero.
“I used to rule the world, see the rise when I gave the word” echi risuonano nei tuoi timpani, campane, violini, tutto è una musica che ti guida, ti accompagna, e spunta un sorriso sul tuo volto.
In quel compleanno senti che è passato un anno, ma non sei invecchiato, anzi, hai vissuto tanto da poterti sentire ringiovanito di vita pura, sei cresciuto, e se quel 12 gennaio 2009 non avessi messo piede su quell’aereo, incurante delle titubanze di tante persone a te vicine, oggi probabilmente non saresti lo stesso.
Spesso penso di essere solo, nato solo, camminerò solo per cercare dentro di me ciò che sono, eppure appena mi guardo intorno apro gli occhi e vedo che, nonostante sia io a decidere del mio destino, avrò sempre qualcuno al mio fianco che mi sorreggerà quando starò per cadere, o che mi alzerà da terra quando sarò stremato, o in ginocchio. Il valore puro dell’amicizia lo riscopriamo solo raramente, quando lo sentiamo necessario, eppure un amico non ci abbandona mai, ci conosce meglio di molti altri e non lesina il suo aiuto ed il suo affetto.
Io non ho fratelli o sorelle, ho sempre cercato in altre persone delle figure simili. Sull’orlo del baratro ho scoperto di avere invece un fratello ed una sorella, due folli, certamente, trattandosi di me non poteva essere diversamente.
Senza di loro adesso non so se potrei avere un ricordo piacevole, non so se potrei festeggiare questo compleanno, invece sono qui, alle 4 e 30 del mattino, e non ho sonno…
Non vivo di ricordi, ma amo viaggiare nel passato, come amerò ancor di più viaggiare nel futuro.
Ed è proprio in quel momento che chiudendo occhi si schiude il cuore, emozioni che riaffiorano, ed allora li penso che la gente che ti ama veramente è quella che ti segue, che ti ama per quello che sei, che non da retta ai giudizi degli altri pur di darti il suo sostegno…
Ecco, proprio ora chiudendo gli occhi rivedo qualcosa: gli 11 km di notte, da Abbesses a Lourmel, le urla liberatorie, la stanchezza mista a gioia, le luci dell’alba al ritorno…

Sono sulla banchina, il treno è li, mi aspetta, sa che devo finalmente tornare a casa, la missione è conclusa, sono di nuovo IO. Li vicino a me, due persone speciali che non usciranno mai dalla mia vita, mi sorridono, cercano nei miei occhi qualcosa che non riesco a dire con le parole, ma che le lacrime lasciano ad intendere perfettamente… non li ringrazierò mai abbastanza…

Attraverso campagne soleggiate, mi guardo allo specchio e finalmente mi vedo ridere, capisco che la salita ripida è finita, è giunto il momento di cominciare la discesa, con calma, senza fretta, ma senza pausa, non mi fermerò…

Un giorno forse avrò il coraggio di dirvelo negli occhi, forse un giorno, quando, nonostante l’età che avanza, ricorderò per filo e per segno quel passaggio cruciale della mia vita, dove mi sono imbattuto in due compagni di viaggio e di avventura unici, che, come Sam con Frodo, mi hanno trascinato fino al Monte Fato a liberarmi di un pesante fardello…

Marco, Loise, non mi basterà mai dirvi grazie

lunedì 11 gennaio 2010

MMIX

Ti svegli, ti alzi, apri gli occhi, vacilli, respiri, odori, acqua, caffè, rumori familiari, esci, guardi il mondo...
Ogni anno sembra uguale ad un altro, i mesi sono sempre dodici, le stagioni sono sempre quattro, eppure tu non sei sempre lo stesso, sai che non puoi più esserlo, devi uscire da un guscio che ti tiene prigioniero, ti rende inceppato, ti rende alieno a te stesso, ti angoscia...
E' li che decidi di andare avanti, non ti fermi, ormai la decisione è presa, sei solo tu e il tuo destino, il tuo futuro, il passato lo vedi scorrere alle tue spalle, rumoroso, lascia tracce, lascia cicatrici, ma si stacca da te e tu da lui, fa male, echeggia ancora, ma non puoi guardare indietro, non puoi camminare alla cieca davanti a te...
Sali le scale dell'aereo, arrivi, scendi, percorri chilometri al freddo, cerchi qualcosa, non la trovi, la trovi, cadi, ti rialzi, amici, persone, una città di notte, la rabbia, l'alba...
Urli a scquarciagola a Place de la Concorde, urli liberatori...

Alba, un inizio, ridi, torni, ricominci, piccoli passi in avanti...

Vivi

Riparti alla scoperta dell'ignoto, incurante di qualsiasi impedimento, hai finalmente aperto gli occhi e vedi un mondo pieno di colori, di profumi, di sensazioni...

Hai scavalcato un ostacolo insormontabile

Segnali positivi, nuove persone, amici che non ti dimenticano...

Danubio blu al tramonto

Carmel

Berlin Mauer - Brandeburg Tor, un passo nella storia

Solchi il Mare del Nord, scintillante

Dejà vu

Biarritz, San Sebastian e qualcosa chiamato Oceano Atlantico

Lunghe camminate, lunghi tragitti

casa...

due punti, due esami, 1 euro

Marocco, il muezzin, la medina, la gente

Colonne d'Ercole, dove il tempo si ferma

Granà, casi nà, o casi tò!? Elenaaaaaaa!!

El meu germà Joan y Beajul!!

Katharina, sin palabras

Un anno che vola, dove ho vissuto, dove ho scoperto la vita, dove ho capito che ancora non so cosa voglio, e probabilmente è proprio meglio così, continuerò a vagare senza meta, sin rumbo, continuerò ad amare, continuerò a sentire, continuerò a riflettere, continuerò a conoscere, continuerò a rischiare...

Da solo o accompagnato, questo poco importa, l'importante è farlo, percepire il richiamo che è dentro di te, sei tu che devi farlo esplodere, non esistono parole, sei TU che rispondi con i fatti, sei tu che aiuti te stesso, sei tu che VIVI...

Allora basta parole, chiudo gli occhi e mi lascio andare, non avrò ali ma volerò lo stesso... non chiedetemi come...